Il Casello della Scala dei Turchi

 

 

 

Luigi Pirandello

Pirandello nacque a Villaseta, a pochi chilometri da Agrigento, in una località dal suggestivo nome di Caos da Don Stefano e Caterina Ricci Gramitto, una famiglia di media borghesia. Proprio dal nome della località nella quale nacque per cause fortuite, egli amava dire di essere un "figlio del Caos".

Molto suggestivo è il brano nel quale descrive il momento della sua nascita...

"….una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano. Si sa le lucciole come sono. La notte, il suo nero, pare lo faccia per esse che, volando non si sa dove, ora qua ora là vi aprono un momento quel loro languido sprazzo verde. Qualcuna ogni tanto cade e si vede allora sì e no quel suo verde sospiro di luce in terra che pare perdutamente lontano. Così io vi caddi quella notte di giugno…"

L'attività economica della sua famiglia aveva come punto nodale Porto Empedocle e il suo porto che all'epoca si chiamava semplicemente Marina di Girgenti. Non mancano brani nei quali Pirandello ci porta "in giro" per le strade di questa cittadina camuffata con il nome di Nisia...

"Nascere in mal punto non è prerogativa soltanto degli uomini. Anche un borgo non nasce come o dove vorrebbe, ma là dove per qualche necessità naturale urge la vita. E se troppi uomini, costretti da questa necessità, convengono in quel punto e troppi ve ne nascono e il punto è troppo angusto, per forza il borgo deve crescere male. Nisia, se ha voluto crescere, s’è dovuto arrampicare, una casa su l’altra, per le marne scoscese dell’altipiano imminente, il quale, poco oltre il borgo, strapiomba minaccioso sul mare. Liberamente avrebbe potuto estendersi su questo altipiano vasto e arioso; ma si sarebbe allora allontanato dalla spiaggia. Forse una casa, posta per forza lassù, un bel giorno, sotto il cappello delle tegole e stretta nello scialle del suo intonaco, si sarebbe veduta scendere come una papera alla spiaggia. Perché lì, sulla spiaggia, urge la vita."

L'improvvisa rovina delle cave di zolfo di proprietà della famiglia lo costrinse ad affrontare pesanti difficoltà nel seguire i suoi interessi, precocemente avviati verso gli studi umanistici, non giovandogli un carattere morbido.

Seguì studi di filologia romanza a Roma, che poi dovette completare a Bonn, a causa di un insanabile conflitto con il rettore dell'ateneo capitolino. Si laurea nel 1891,con una tesi sulla parlata agrigentina "Voci e suoni del dialetto di Girgenti". Il tipo di studi, però, gli fu probabilmente di fondamentale ausilio nella stesura delle sue opere, dato il raro grado di purezza della lingua italiana utilizzata.

Poco dopo le nozze, un allagamento in una miniera di zolfo, in cui Pirandello e la sua famiglia avevano investito il loro capitale, li riduce sul lastrico. Questa notizia portò la moglie Antonietta a manifestare segni di disagio mentale. Così lo scrittore approfondì lo studio dei meccanismi della mente e della reazione sociale dinanzi alla menomazione intellettuale.

Di questi approfondimenti si deduce memorabilmente la traccia in molte opere, come l'"Enrico IV" o come "Il berretto a sonagli", nel quale inserisce addirittura una ricetta per la pazzia: dire sempre la verità, la nuda e cruda e tagliente verità, infischiandosene dei riguardi e delle maniere, delle ipocrisie e delle convezioni sociali, porterà presto all'isolamento e, agli occhi degli altri, alla pazzia. Morì nel 1936 e scrisse nel testamento di essere avvolto nudo in un lenzuolo e poi bruciato, e volle che al funerale non partecipasse nessuno.

Oggi è possibile visitare la "nuda roccia" nella quale volle venissero tumulate le sue ceneri, proprio sotto quel "pino solitario" che assistette alla nascita del Premio Nobel per la Letteratura 1934.

 

Casa natale di Luigi Pirandello, il museo.
Istituto di Studi Pirandelliani
Portale amatoriale dedicato a Pirandello

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