Il Casello della Scala dei Turchi

 

 

 

Villa Romana, Realmonte

GLI SCAVI

La Scoperta della Villa avvenne nel dicembre del 1907 durante i lavori per la costruzione del tratto di linea ferroviaria Agrigento ‑ Siculiana. Gli scavi, che si attuarono tra i mesi di maggio e giugno 1908, indagarono la zona in cui doveva passare la linea ferrata, rilevando la presenza di cinque ambienti dei quali tre con pavimenti in opus tessellatum (decorati a mosaico) e due m opus sectile (decorati con lastre marmoree). Il tracciato ferroviario venne deviato a monte e la prosecuzione dello scavo nella zona meridionale port˛ alla individuazione di altri due ambienti, anch'essi con pavimentazione in opus tessellatum a decorazione geometrica.

Le ricerche furono riprese per iniziativa del Soprintendente di Agrigento Prof. Ernesto De Miro in collaborazione con una missione archeologica Giapponese dell'UniversitÓ di Tsukuba guidata dal Prof Masanori Aoyagi. Partendo dagli ambienti messi in luce all'inizio del secolo, gli scavi del 1979‑81 estesero l'indagine verso Sud alla ricerca di un supposto peristilio, che venne messo in luce unitamente a buona parte dei rimanente complesso della villa.

IL COMPLESSO MONUMENTALE

La parte principale dei complesso copre un'area di circa 5000 mq, ma le strutture della villa si sviluppano ancora verso nord. La fase principale di vita della villa si data alla fine del 1 sec. d.C. Le strutture attualmente in luce sý riferiscono ad una serie di ambienti quadrati o rettangolari sistemati attorno ad un peristilio‑giardino a pianta quadrata (m. 12,50 di lato) con cinque colonne per ciascun lato, collegate nell'intercolumnium da un basso muretto. Il peristilio era circondato da un ambulacro coperto sul quale si aprivano gli ambienti.

Sull'ala settentrionale si trova un grande ambiente centrale (vano 3) con tracce di pavimento in opus tessellatum, fornito di una grande apertura sul lato sud, nel quale Ŕ stato riconosciuto il tablinum (stanza principale di ricevimento).

Ai lati, simmetricamente disposte, erano due stanze private di minori dimensioni (vani 1, 4) probabilmente cubicula (camere da letto) con pavimento ffi opus sectile precedute dalle rispettive anticamere (vani 2, 5) con pavýmenti a mosaico con motivý geometrici in bianco e nero.

Nel peristilio di fronte all'ambiente principale una vasca semircolare, rivestita di marmo e pavimentata con opus tessellatum, si riferisce ad una fase successiva all'impianto principale della villa, cosý come i muri che si sovrappongono agli intercolumni del peristilio. Nell'ala ovest dei peristilio erano ubicati altri importanti ambienti della villa, in cui si sono riconosciuti il triclinium (sala da pranzo), con pavimento a mosaico geometrico in bianco e nero con motivi di svastiche e meandri in fregio continuo, e la relativa anticamera, anch'essa decorata a mosaico bianco‑nero con motivi di foglie in elementi ottagonali. Ad ovest del triclinium un altro ambiente quadrangolare (vano 18) presenta l'interessante pavimento mosaicato in bianco‑nero con la raffigurazione, nel riquadro centrale, dý Poseidon con tridente, circondato da delfini. All'intorno, fregi decorativi e motývo di mura merlate. A sud del peristilio, resti di strutture monumentali tra cui un ambiente rettangolare orientato est‑ovest e probabili resti di un arco a due fornici. Ancora pi¨ a sud, verso il mare, un muraglione di limite raggiungeva l'arenile e costituiva recinzione della villa e muro di terrazzamento a sostegno dei complesso soprastante, attraversato da anditi relativi all'imbarcadero. Come molte delle ville romane del tempo, anche la villa di Durrueli era dotata di un complesso termale privato, situato a sud‑ovest del settore residenziale principale, da cui Ŕ separato da una grande cisterna rettangolare con copertura a volta.

Nella parte termale vera e propria, un corridoio conduce ad un ambiente spogliatoio (Ópodyterium) con pareti rivestite in marino e con pavimento decorato da mosaico figurato in tessere marmoree rosa e nere con la rappresentazione di Scilla, mostro marino femminile che tiene un timone, circondata da diverse creature marine nuotanti allineano. Come nel mosaico di Poseidon, la scena figurata Ŕ contornata da fregi decorativi con motivi geometrici.

La stanza adiacente, con pareti rivestite in marino e pavimento a mosaico, doveva costituire il frigidarium da cui, attraverso un andito con gradino nella parete nord, si scendeva ad un bacino circolare di immersione rivestito di marmo; nella parete sud una porta conduceva ad un vestibolo dal quale, verso destra (a ovest) si entrava in una piccola stanza riscaldata (calidarium?) con una fornace sul lato nord, a sinistra (a est), in un lungo ambiente in cui potrebbe riconoscersi il tepidarium. Dai materiali rinvenuti e dalle caratteristiche strutturali e decorative dei due settori del complesso monumentale (ambienti residenziali e terme) sembra che queste ultime possano datarsi complessivamente nell'avanzato Il sec. a.C.

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